Rocca di Canossa

Spaziano gli occhi, socchiusi
sul tramonto che accende la terra,
ma poi lo sguardo si ferma
là dove interrompe il piano
aspro sperone, di roccia forgiato.
Diroccate mura ne fanno vaga
corona nell’aria ad imbrunire
mentre i contorni sfumano
e le forme s’indovinano ora
in giochi di fantasie sfuggenti.
Finzioni a maturare immagini
di pensieri che sul far della sera
indossano un saio d’umiltà
e l’orgoglio ancora s’inchina.

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