Finirà con i primi giorni
caldi d’estate questo incubo
assurdo, come col sole il buio.
E sarà un tornare bambino
quando l’annunciarsi del mattino
metteva fretta alla notte,
liberando così il sonno
dai tremori di un brutto sogno.

Ci desteremo allora leggeri
e smetteremo questi vestiti
tristi come divise ordinarie,
imbrattati di trascuratezza
e rinunce. Li butteremo
insieme ad ogni paura,
alla diffidenza ombrosa
che più dei virus contagia.